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Parco della pace: il progetto della giunta rafforza invece di diminuire i danni della base Usa Dal Molin

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Comunicato stampa

Il progetto del Parco della Pace (via http://www.panassociati.net)
Il progetto del Parco della Pace (via http://www.panassociati.net)

 

Il 24 luglio scorso il Sindaco Variati ha presentato al Tavolo della Partecipazione il progetto di fattibilità/definitivo del Parco della Pace, cui la Giunta Comunale ha dato parere positivo.

Le seguenti associazioni e comitati che fanno parte del Tavolo della Partecipazione nominato per esprimere pareri non vincolanti ma obbligatori su tutto ciò che riguarda l’area del Parco della pace ribadiscono pubblicamente la loro netta contrarietà al progetto presentato dall’Amministrazione che, a loro parere:

  • concretizza il progressivo evidente scostamento dagli originali principi costitutivi del parco, via via attenuati nel corso della pluriennale attività del Tavolo, fino al loro sostanziale annullamento nella progettazione finale;
  • svuota il Parco del significato tangibile e intangibile che doveva avere quale luogo simbolo della pace e della memoria delle lotte dei cittadini che si sono strenuamente opposti alla costruzione della nuova base militare USA;
  • disattende le raccomandazioni Unesco contenute nel rapporto HIA e nel report dell’Advisory Mission UNESCO-ICOMOS di “realizzare uno stretto legame del parco con il disegno e il sistema agro-rurale del territorio, che è un elemento cruciale della proprietà del Patrimonio dell’Umanità” (pag. 28 dello stesso) onde evitare così il rischio che un simile progetto “rafforzi invece di diminuire l’impatto e i danni causati dalla base militare”;
  • prefigura un labirinto di percorsi discontinui, spezzati da un fitto reticolo di canalizzazioni idriche, di aree umide ed altre esondabili. Quasi che la funzione primaria del futuro parco consista nella regimentazione delle acque di falda e meteoriche che ristagnano in quell’area a causa della demolizione della rete di drenaggi, avvenuta durante la costruzione dell’attigua base militare Usa;
  • richiede infine costi elevati, sia per quanto riguarda la realizzazione che per la futura manutenzione, che saranno destinati ulteriormente a crescere per le parti non prese in considerazione come i collegamenti la mobilità e il ripristino della rete fognaria di Via S.Antonino.

In definitiva non vogliamo diventare corresponsabili della realizzazione di un Parco che così com’è stato progettato e approvato risulta del tutto estraneo al contesto che lo circonda e rischia come scrive il rapporto dell’Unesco di rinforzare invece che diminuire il danno e l’impatto causato dalla base militare.

Chiediamo quindi che il progetto esecutivo recepisca adeguatamente queste raccomandazioni oltre a quelle legate alla storia del territorio e alla comunità che lo vive, altrimenti le associazioni firmatarie non si riconosceranno più nel percorso partecipativo rappresentato da questo Tavolo della consultazione e ne trarranno tutte le dovute conseguenze.

Chiediamo inoltre la pubblicazione sul sito del comune di tutti i documenti del progetto di fattibilità /definitivo approvati dalla Giunta.

Associazione Civiltà del Verde, Associazione “Comunità Papa Giovanni XXIII” Vicenza, Coordinamento Stranieri di Vicenza, Cristiani per la Pace, Forum per la Pace Monticello Conte Otto, Mettiamo radici al Dal Molin, Presidio No Dal Molin, Vicenza Libera No Dal Molin.

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Petizione al ministro Franceschini: revocare al Comune di Vicenza gestione sito Unesco

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Il gruppo UNESCO for VICENZA | U4V ha lanciato una petizione online dal titolo Vicenza e Palladio: il sito UNESCO in pericolo, in cui si chiede al ministro dei beni culturali Dario Franceschini di revocare al Comune di Vicenza la responsabilità della gestione del sito Unesco, «avendo esso agito a danno della comunità vicentina e di quel patrimonio culturale che nobilita e rappresenta l’Italia in tutto il mondo». I primi firmatari sono Francesca Leder, Alberto Peruffo, Mario Basso, Emilio Bagarella, Romana Caoduro, Enzo Ciscato, Francesca Corà, Patrizia Corà, Giulia Malesani, Giovanni Marangoni, Annetta M. Reams,  Margherita Verlato.

La petizione si può firmare su Change.org a questo link

rotonda-unesco-vicenza

Di seguito il testo integrale della petizione.

Illustre Ministro

circa due anni fa, con una petizione a Lei indirizzata(https://www.change.org/p/ministro-dei-beni-e-delle-attività-culturali-e-del-turismo-on-dario-franceschini-impedisca-la-distruzione-del-paesaggio-palladiano-di-vicenza) richiamavamo, preoccupati, la Sua attenzione per segnalarLe che il sito UNESCO di Vicenza era stato gravemente compromesso da due interventi urbanistici abnormi: 1) la nuova base militare Dal Molin – Del Din posta a nord della città a meno di 1500 metri dal centro storico; 2) il complesso multifunzionale di Borgo Bergacostruito su una lingua di terra compresa tra due fiumi, a ridosso del centro storico e a poche centinaia di metri dall’emblema dell’architettura palladiana, La Rotonda.
A questi progetti, già realizzati e in fase di completamento, si stava per aggiungere la previsione del tracciato della nuova linea ferroviaria di AC/AV il quale, attraversando l’area urbana di Vicenza, compromette l’integrità del centro storico e delle zone immediatamente circostanti (core zone e buffer zone), parti essenziali del sito UNESCO.

L’azione di sensibilizzazione promossa dai cittadini, dalle associazioni ambientaliste e da poche rappresentanze politiche ha avuto riscontri molto positivi: un numero sempre maggiore di persone ha maturato la consapevolezza del grande valore del patrimonio palladiano e della sua straordinaria fragilità.

L’Amministrazione comunale di Vicenza, in particolare le giunte che si sono succedute in questi ultimi diciotto anni, con le sue decisioni e scelte, al contrario, si è resa responsabile del grave danno prodotto al nostro paesaggio culturaledimostrando indifferenza nei confronti della Convenzione sul patrimonio culturale e naturale (1972) violando i vincoli posti dall’applicazione delle relative Linee Guida.
Molte denunce, invece, sono state avanzate dalla comunità locale a dimostrazione che l’attenzione e la sensibilità verso la tutela e la corretta valorizzazione del patrimonio culturale sono un sentire diffuso e che molti cittadini di Vicenza sono disposti a spendersi perché ciò possa costituire il faro del buon governo civico.

La paventata iscrizione del sito di Vicenza nella “Lista del patrimonio mondiale in pericolo” (Heritage in danger List) pur rispondendo alle procedure previste nel caso di violazioni dell’integrità del valore universale del bene, preoccupa tutti noi che ci impegniamo per la sua difesa, mentre favorisce l’azione attuale e futura di tutti coloro che, con decisioni sbagliate e interventi dannosi, hanno contribuito a sfregiarlo.

Per questa ragione, Signor Ministro, come atto di orgoglio e di fiducia, Le chiediamo di revocare al Comune di Vicenza la responsabilità  della gestione del sito UNESCO, avendo esso agito a danno della comunità vicentina e di quel patrimonio culturale che nobilita e rappresenta l’Italia in tutto il mondo. 

Bretella dell’Albera: il progetto alternativo di Italia Nostra

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Pubblichiamo qui le osservazioni prodotte da Italia Nostra sezione di Vicenza al progetto di tangenziale della città – tratto ovest: la cosiddetta “bretella dell’Albera”. Il documento completo è in pdf, in fondo al post, mentre di seguito pubblichiamo lo stralcio riguardante il progetto alternativo con galleria artificiale sotto la rotatoria dell’Albera che eviterebbe il consumo di suolo agricolo nell’area oggi paesaggisticamente intatta del Biron e di Monte Crocetta.

[ LEGGI IL DOSSIER SULLA TANGENZIALE DI VICENZA ]

Rendering della galleria ipotizzata in viale del Sole. Visione da est, lato Albera
Rendering della galleria ipotizzata in viale del Sole. Visione da est, lato Albera

Il progetto alternativo, adottato da Italia Nostra come ultima ratio per cercare di contenere lo spreco di terreno agricolo, prevede una soluzione meno impattante sia per la minor lunghezza del percorso, sia per l’affiancamento o sovrapposizione a corridoi naturali (corsi d’acqua, argini del costruendo bacino di laminazione a nord di viale Diaz), sia per la stretta vicinanza all’ingresso della nuova base militare americana.

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Tav Vicenza: il documento integrale dell’Ordine degli Ingegneri

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tav-vicenza-documento-ordine-ingegneri-vicenzaPubblichiamo in versione integrale il documento, inedito fino a pochi giorni fa, con cui il Gruppo di lavoro sulla Tav dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Vicenza analizza lo studio di fattibilità sulla ferrovia ad Alta velocità / Alta capacità della tratta vicentina.
Il documento è di estremo interesse perché mette in rilievo numerose criticità tecniche rispetto alla costruzione delle nuove stazioni in Fiera e al Tribunale, rispetto all’interramento dei binari nella zona del quartiere Ferrovieri, e rispetto alle opere idrauliche e viabilistiche complementari previste nello studio di fattibilità. Qui un articolo del Corriere del Veneto sintetizza i punti-chiave dell’analisi.
Riportiamo il testo qui di seguito in formato pdf e in formato testuale.

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Tangenziale in Lobia, costa più di un’autostrada ma si innesta su una carrareccia di 3,15 metri

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Ancora sulla tangenziale di Vicenza, pubblichiamo di seguito un intervento del gruppo Cristiani per la pace. Qui trovate un precedente comunicato stampa del 23 aprile; qui il dossier con lo storico della documentazione sull’opera.

particolare_innesto_tangenziale_alla_Lobia

Presentata in pompa magna e progettata su un flusso di traffico di 64.000 veicoli giornalieri su viale del Sole, dopo 6 km il primo stralcio (ad uso civile) della tangenziale di Vicenza terminerà con una rotatoria di 60 metri di diametro, in aperta campagna, in strada Maglio di Lobia, la cui attuale sezione asfaltata è di 3,15 metri circa. Vedere per credere.

Fortemente voluta dal sindaco di Vicenza dal quale potrebbe anche prendere il nome di tangenziale A.Variati della Lobia, parte da un gruzzolo di 92,54 milioni di euro sufficienti a realizzarne i primi 5.300 m, con un costo al km di 17,46 milioni di euro che risulta addirittura superiore al costo di 17,36 milioni di euro stanziati, ad esempio, per il lotto 2A (dal km 23,600 al km. 29,300) della Pedemontana Veneta – attualmente sotto la lente d’ingrandimento dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, lungo 5,7 km e comprensivo di ben due caselli autostradali nella zona di Breganze. A fronte di questi costi, mentre la Pedemontana Veneta è in fase di realizzazione a due corsie per senso di marcia più una terza corsia di emergenza, la “tangenziale di Vicenza” verrà realizzata ad una sola corsia per senso di marcia.

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Tav a Vicenza, un progetto da fermare. Fiaccolata giovedì 14 maggio da piazza Castello alla stazione Fs

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Invitiamo tutti e tutte a partecipare alla fiaccolata di giovedì 14 maggio sera, per dire stop al progetto Tav a Vicenza. Appuntamento alle 20.30 in Piazza Castello, arrivo alla stazione Fs (qui l’evento Facebook). Di seguito l’appello delle realtà che promuovono l’iniziativa.

Assemblea sulla Tav al Teatro Astra, Vicenza, 27 aprile 2015
Assemblea sulla Tav al Teatro Astra, Vicenza, 27 aprile 2015

Dopo l’approvazione, da parte del Consiglio comunale il 13 gennaio scorso, dello studio di fattibilità per la tratta vicentina TAV/TAC, i cittadini hanno deciso di organizzarsi nei quartieri per praticare dal basso il diritto, fin qui negato, al processo democratico di decisione. Sono nati comitati spontanei che insieme alle associazioni e a realtà già esistenti, hanno organizzato assemblee di quartiere per far conoscere ai vicentini un progetto che avrà un forte impatto sulla città e sulle finanze pubbliche. Inoltre, si sono allestiti banchetti informativi, vi sono state raccolte firme e molte altre iniziative per sensibilizzare la cittadinanza su un tema fondamentale per il futuro di Vicenza.

Durante un grande convegno al Teatro Astra il 27 aprile, al quale hanno partecipato più di 500 persone, i comitati cittadini hanno annunciato una fiaccolata per il giorno 14 maggio. Il ritrovo avverrà a Piazza Castello alle ore 20.30, in seguito il corteo attraverserà Corso Palladio, farà sosta davanti a Palazzo Trissino e si arresterà nei pressi della Stazione. Una mobilitazione da sviluppare su alcuni temi centrali che in questi mesi hanno tenuto unite tutte le realtà che si oppongono al progetto TAV.

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Tangenziale Vicenza-Lobia: compensazione o vessazione?

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Può una tangenziale, per di più proposta come compensazione, essere progettata a due corsie per senso di marcia per realizzare un anello attorno ad una città e terminare in aperta campagna con strade larghe poco più di una carrareccia? Sì, succede a Vicenza, e precisamente in località Lobia (vedi foto).

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La strada su cui si innesterà la tangenziale ovest, in zona Lobia a Vicenza

In base all’accordo di programma sottoscritto il 28.08.2013, la realizzazione della tangenziale di Vicenza è stata suddivisa in stralci, ma non è ancora chiaro se saranno tre o quattro dato che non c’è nulla di pubblico sullo stralcio Marosticana-PonteMarchese-Lobia nei pressi del Dal Molin.
Come se non bastasse questa incertezza, il primo stralcio è stato a sua volta suddiviso in due tronchi: del primo tronco si sapeva che è lungo circa 5,300 metri da via del Sole all’incrocio con la SP46 Pasubio in località Moracchino nei pressi della birreria Number One. Secondo quanto illustrato 19.03.2015 alla Commissione territorio dal Consigliere delegato alla tangenziale di Vicenza, Fioravante Rossi e dall’ing. Diego Galiazzo, il secondo tronco  sarà lungo circa 1.430, partirà dalla SP46 Pasubio e terminerà  direttamente dentro alla base Dal Molin come risulta dalla “planimetria tracciato secondo tronco concordato tra Comune di Caldogno e Comune di Vicenza – 26.02.2015”.

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