Tav Vicenza: la Guardia di Finanza in Comune

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Segnaliamo la notizia uscita oggi 28 settembre 2017 sulla stampa locale vicentina. L’ispezione della Guardia di Finanza, mossasi su richiesta della Corte dei Conti, ha avuto come scopo quello di raccogliere informazioni sugli incarichi affidati dal Comune a società incaricate di svolgere “consultazioni” sul progetto di attraversamento di Vicenza per l’Alta Velocità. Una notizia che, per quanto relativa a un aspetto parziale della vicenda Tav a Vicenza, getta una luce preoccupante sulla gestione del “consenso” attorno alla Grande Opera. Di seguito riportiamo l’articolo del Corriere del Veneto online, che si può leggere anche qui.

Tav, la guardia di finanza in Comune

Le fiamme gialle si sono mosse su richiesta della Corte dei Conti. Acquisita la documentazione degli incarichi a tre società per le consultazioni online e telefoniche e per lo studio sul traffico

di Benedetta Centin e Gian Maria Collicelli
Il blitz

I militari, infatti, hanno compiuto un blitz mercoledì mattina negli uffici del Comune. Un intervento passato quasi inosservato, quello dei militari del nucleo di polizia tributaria che hanno operato in borghese e che si sono attivati su delega dalla Corte dei Conti di Venezia. Al momento gli investigatori del colonnello Crescenzo Sciaraffa non fanno trapelare alcuna informazione in merito alle carte acquisite in Comune ma stando ad alcune indiscrezioni riguarderebbero le consultazioni online e telefoniche volute dal Comune sul progetto dell’Alta velocità ferroviaria. Un pacco di documenti su cui si concentrerà ora l’organo di vigilanza di Venezia: ci sarebbero infatti alcuni aspetti specifici da vagliare spulciando tra le carte anche se al momento, a quanto risulta, non è stata comunque avanzata alcuna eventuale contestazione, nemmeno in forma ipotetica.

Gli incarichi commissionati

Ma tutto si concentrerebbe sugli incarichi – peraltro gli unici – commissionati dall’amministrazione in seno al tracciato della Tav in città, per una spesa complessiva che si aggira attorno ai 40 mila euro. I procedimenti che la Corte dei conti ha messo nel mirino sarebbero infatti tre e corrispondono a diversi incarichi affidati dal Comune in seguito alle proposte di tracciato pervenute da Rfi (Rete ferroviaria italiana).

I procedimenti

Nel marzo del 2016 i progettisti romani hanno inviato a Vicenza le tre proposte progettuali per l’attraversamento del capoluogo da parte dei treni ad alta velocità, sul quale, prima di scegliere, l’amministrazione decise di intraprendere un percorso partecipativo per coinvolgere cittadini, comitati e categorie. Ed è qui che nascono i tre procedimenti finiti al centro del blitz. Uno si riferisce all’incarico affidato alla società veneziana «Sistema», che ha svolto un’indagine con metodo «Delphi» per sondare 14 realtà associative in merito agli scenari proposti da Rfi. Poi ecco la procedura per la realizzazione della consultazione popolare avvenuta poco più di un anno fa, a cura della società di ricerche di mercato «Ipsos», che in sei giorni ha coinvolto i vicentini in sondaggi e questionari telefonici. Infine, l’incarico affidato dagli uffici comunali alla società «Polinomia» per realizzare uno studio che analizzasse le conseguenze sul traffico e sulla mobilità cittadina delle tre proposte di tracciato di Rfi.

La vicenda

Durante i mesi estivi dello scorso anno, i procedimenti finirono al centro di critiche e prese di posizione, non solo delle opposizioni (e in particolare del Movimento cinque stelle, che ha presentato alcune interrogazioni in consiglio comunale sul tema), ma anche di comitati e associazioni che parlavano di «spreco di denaro» o di «sondaggi farsa». Ora, proprio nei giorni in cui si attende la stesura del progetto esecutivo della Tav da parte di Rfi, si muove la Corte dei conti, anche se al momento senza alcuna ipotesi di reato.

Il parere del sindaco

Il sindaco, Achille Variati, si dice sereno: «Ogni accertamento è sempre positivo – afferma – e auspico che vengano fatte tutte le verifiche necessarie. Il Comune ha affidato gli incarichi con atti pubblici per garantire la massima trasparenza e partecipazione della popolazione su decisioni di fondamentale importanza per il futuro della città, in linea con quanto previsto dallo statuto del Comune e dai meccanismi del metodo partecipativo; ritengo che i dirigenti nella loro autonomia si siano mossi nel pieno rispetto delle norme sugli incarichi».

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