Tav Vicenza: le associazioni scrivono a Delrio

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Riportiamo il comunicato diffuso nella conferenza stampa del 25 settembre con cui è stato annunciato l’invio di una documentata lettera al ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio (che si riporta di seguito) ed è stata espressa la posizione sugli ultimi sviluppi del progetto Tav a Vicenza e sulle dichiarazioni del sindaco Variati alla Commissione Territorio.
La lettera è sottoscritta da Italia Nostra, Civiltà del Verde, Osservatorio Urbano Territoriale, Comitato Borgo Berga, Comitato cittadini Vicenza Est, Comitato popolare Ferrovieri, Comitato Pomari, Cristiani per la pace, Coordiamento comitati.

Graziano Delrio

COMUNICATO STAMPA

Un gruppo di associazioni e di comitati cittadini ai primi di settembre ha inviato una lettera-appello al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio per manifestargli le preoccupazioni nate a seguito degli approfondimenti fatti sulla documentazione relativa alla fattibilità della linea ferroviaria TAV/TAC che attraverserà la nostra città.
La lettera, per conoscenza, è stata inviata al Sindaco Achille Variati, alla Giunta comunale, al Presidente della Regione Luca Zaia e al Direttore di Rete Ferroviaria Italiana, ing. Daniela Lezzi.

Dai nostri approfondimenti emerge che l’iter seguito per l’approvazione dell’opera è segnato da atti che mostrano quanto questa stessa opera sia frutto di scelte che non rispondono ai veri bisogni dei cittadini, ma piuttosto a esigenze di tipo economico finanziario che nulla hanno a che fare con le soluzioni che sarebbero necessarie e utili per il nostro territorio.

I danni al territorio provocati dall’attuale studio di fattibilità TAV/TAC possono essere davvero molto gravi, i costi complessivi dell’opera sono ad oggi del tutto ignoti, i costi sociali saranno molto pesanti, ci sono più di 80 edifici civili e produttivi da abbattere, la città sarà stravolta per molti anni dai possibili futuri cantieri, i tempi di realizzazione saranno lunghissimi e la qualità della vita in città si appesantirà ulteriormente con la prospettiva che il sacrificio chiesto non verrà in alcun modo compensato dal risultato.

Siamo convinti, e lo confermano studi di esperti nel settore e lo stesso Ordine Provinciale degli Ingegneri, che Vicenza ha bisogno di un altro tipo di mobilità ferroviaria di tipo capillare e veloce che la colleghi in modo efficace con la rete ferroviaria regionale superando le carenze attuali.
E’ l’intero sistema viario, e con esso la cultura civica generale, a dover essere ripensato a favore di un modello di mobilità diversa, dalla strada alla rotaia, la quale oltre ad essere più economica favorirebbe il miglioramento della qualità dell’ambiente e della vita.

Lo scorso 15 settembre abbiamo assistito all’audizione del Sindaco in Commissione Territorio durante la quale ha letto e spiegato le ragioni della sua lettera inviata al Direttore di RFI, ing. Daniela Lezzi, il 21 agosto. Chi come noi ha seguito con continuità l’evolversi delle azioni amministrative non ha potuto rimanere esterrefatto dalle parole del Sindaco. Mentre a gennaio lo avevamo sentito tessere le lodi dello studio di fattibilità, poi approvato dal Consiglio comunale, ora nelle ultime settimane dimostra di essersi fatto venire qualche dubbio riguardo le soluzioni approvate. Viene da chiedersi: si tratta di un vero cambiamento di rotta dovuto al grande dibattito e alla forte mobilitazione dei Comitati, delle Associazioni cittadine e dell’Ordine degli Ingegneri o è semplicemente il gioco di chi ha il privilegio di accedere a informazioni che consiglieri comunali e i cittadini non hanno?

Se fosse vera la seconda ipotesi ci troveremo di fronte al Rappresentante della città che invece di confrontarsi in modo aperto e leale con la propria comunità, la confonde invocando l’urgenza di scelte e stravolgendo le procedure e i passaggi previsti per opere di tale rilevanza e impatto.
Tutto ancora ruota attorno allo studio di fattibilità con le due stazioni a Borgo Berga e alla Fiera. Ufficialmente non risulta che sia stato richiesto altro, né in alternativa né in complementarietà. La lettera inviata da Variati a RFI, con la richiesta di avere elementi per valutare in modo oggettivo l’opera, sembra non considerare i limiti e le possibilità offerte dalle norme che regolano questo livello di progettazione. Anche questo aspetto sorprende e insieme indigna.
Chi ha, infatti, fatto produrre e poi approvato lo studio di fattibilità, senza aver mai ricercato soluzioni alternative meno costose e impattanti, più confacenti alle condizioni oggettive del trasporto e del nodo vicentino? Perchè il Sindaco si è accorto solo ora di avere “saltato” il passaggio del progetto preliminare che sottolineiamo con le sue stesse parole “… per legge confronta soluzioni diverse …”?

Ci preme far sapere che la nostra attenzione non si ferma sulla soglia delle palesi contraddizioni emerse in questi giorni ma le scandaglia e le approfondisce concentrandosi, come sempre, su tutti gli aspetti che accompagnano questo progetto.
Per questa ragione il nostro sguardo spazia dagli aspetti di merito, soluzioni tecniche e procedurali, a quelli di metodo, comunicazione e partecipazione ai cittadini, attingendo a tutte le competenze e risorse già disponibili in città ma anche chiedendo supporto a quei tecnici che conoscono a fondo la materia e sono in grado di offrirci una visione delle cose non condizionata da interessi di parte e dalla ricerca di spiccioli ritorni di immagine.

(di seguito la lettera al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio)

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