Parcheggio S. Bortolo e vendita S. Felice: rivedere l’accordo di programma

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COMUNICATO STAMPA

Parcheggio multipiano all’ospedale S. Bortolo e smembramento dell’area dell’ex Ospedale psichiatrico e del parco S. Felice: le associazioni Civiltà del verde e Legambiente sezione di Vicenza, dell’Osservatorio urbano/territoriale OUT di Vicenza assieme ad altre associazioni e comitati, scrivono una lettera al sindaco Achille Variati, all’assessore regionale alla sanità Luca Coletto e al direttore generale dell’ULSS 6 Ermanno Angonese.

Al centro della missiva la richiesta di ripensare e ridiscutere radicalmente l’accordo di programma stipulato da Regione, Comune di Vicenza e ULSS 6, approvato in conferenza dei servizi nell’aprile del 2012, relativo alla riorganizzazione delle strutture sanitarie e preventive cittadine. L’accordo cambierà il volto della città ma di esso i cittadini sanno pochissimo: “Con rammarico registriamo che a livello locale l’informazione su questi temi di interesse pubblico è quasi nulla, così come gravemente assente è l’azione messa in campo dall’Amministrazione comunale per illustrare ai cittadini di Vicenza quali scelte siano in corso e quali effetti avranno per il futuro della nostra città” scrivono Romana Caoduro, presidente di Civiltà del Verde, e Adriano Battagin, presidente di Legambiente sezione di Vicenza.

Il primo tema controverso è la costruzione di un parcheggio alto sei piani nell’area dell’Ospedale di S. Bortolo: “L’attenzione di chi si preoccupa di tutela del patrimonio paesaggistico-ambientale e culturale non può non valutare gli impatti derivanti anzitutto dalla costruzione di un grande parcheggio multipiano (da realizzarsi con il controverso sistema del project financing) in un’area molto critica dal punto di vista della mobilità e del traffico (soprattutto per la presenza della funzione ospedaliera e non solo) ma anche del suo valore ambientale e paesaggistico, perché a ridosso del Parco Querini e dell’Astichello che, com’è noto, funge da corridoio verde per l’intera città e in particolare per quella porzione così densamente urbanizzata appena fuori il centro storico”. “La concentrazione delle auto in un unico grande parcheggio anche altrove ha mostrato effetti negativi, mentre si potrebbe avere un sistema di piccoli parcheggi, un uso più intelligente di quelli interni già esistenti, un sistema di navette e di interscambio
L’Accordo di programma stipulato da Regione, Comune di Vicenza e ULSS 6 , relativo alla riorganizzazione delle strutture sanitarie e preventive della città, prevede l’alienazione di strutture dell’Ulss 6 fra cui una parte dell’ex ospedale psichiatrico di S. Felice, porzione che sarà messa all’asta entro il settembre 2014. “L’alienazione dei beni elencati nella delibera di Giunta Regionale, e la loro prossima messa all’asta, unitamente alle previsioni del piano regolatore finalizzate a valorizzare aree limitrofe (aree ex Domenichelli e ex Corte Pellizzari) sono da considerare azioni che avranno effetti indelebili e sicuramente devastanti se non saranno studiate con tutta l’attenzione dovuta rispetto ad un’area di questa qualità e delicatezza urbanistica” osservano le associazioni, che si dicono “contrarie allo smembramento dell’area dell’ex Ospedale psichiatrico. Riteniamo che si debba fare di tutto, nell’interesse della città, per non frammentarla e banalizzarla affinché essa possa costituire la risorsa verde di scala urbana necessaria, in primo luogo, a migliorare quella porzione di città così pesantemente sacrificata, negli scorsi decenni, alle regole della trasformazione radicale e della speculazione immobiliare”.

Prima che scelte irreparabili siano messe in atto, è necessario un ampio e approfondito dibattito realmente pubblico: “Crediamo che le previsioni di intervento prospettate nell’Accordo di programma meritino di essere illustrate alla cittadinanza affinché ne comprenda il peso e possa così contribuire, con i giusti modi e nei giusti tempi, alla progettazione definitiva” conclude la missiva.

Qui di seguito la lettera in versione integrale.

Alla cortese attenzione di

Assessorato alla Sanità, Regione Veneto
Assessore sig. Luca Coletto

Comune di Vicenza
Sindaco dott. Achille Variati

Direzione Generale ULSS 6 di Vicenza
Direttore ing. Ermanno Angonese

Vicenza 12 giugno 2014

Gentilissimi,

l’Accordo di programma stipulato da Regione, Comune di Vicenza e USLL 6, approvato in conferenza dei servizi nell’aprile del 2012, relativo alla riorganizzazione delle strutture sanitarie e preventive cittadine sta per avere i primi effetti concreti. Ci riferiamo a quanto contenuto nella delibera della Giunta Regionale n. 2770/30 dicembre 2013 pubblicata nel Bur n. 28 dell’11/03/2014 relativamente alle ipotesi di razionalizzazione/ristrutturazione del polo ospedaliero di San Bortolo.

Con rammarico registriamo che a livello locale l’informazione su questi temi di interesse pubblico è quasi nulla, così come gravemente assente è l’azione messa in campo dall’Amministrazione comunale per illustrare ai cittadini di Vicenza quali scelte siano in corso e quali effetti avranno per il futuro della nostra città.

L’attenzione di chi si preoccupa di tutela del patrimonio paesaggistico-ambientale e culturale non può non valutare gli impatti derivanti anzitutto dalla costruzione di un grande parcheggio multipiano (da realizzarsi con il controverso sistema del project financing) in un’area molto critica dal punto di vista della mobilità e del traffico (soprattutto per la presenza della funzione ospedaliera e non solo) ma anche del suo valore ambientale e paesaggistico, perché a ridosso del Parco Querini e dell’Astichello che, com’è noto, funge da corridoio verde per l’intera città e in particolare per quella porzione così densamente urbanizzata appena fuori il centro storico.

Grave preoccupazione sollecitano i contenuti delibera a cui abbiamo fatto riferimento sopra. Tale provvedimento parla esplicitamente di alienazione dei beni immobili inseriti nel complesso dell’ex Ospedale Psichiatrico di San Felice, così come individuati nell’atto deliberativo, mediante un bando d’asta che si aprirà – pare – entro settembre 2014.

Ci hanno colpito le parole del Sindaco il quale parecchi mesi fa, in occasione della conclusione della stipula dell’Accordo di programma, affermava che esso “consente ad una parte di città di cambiare volto” aggiungendo anche che “a guadagnarci sarà l’ULSS che metterà tutte le risorse sull’ospedale”.

Dal nostro punto di vista siamo convinti che le azioni messe in campo avranno effetti molto più ampi di quelli prospettati nelle dichiarazione ufficiali e coinvolgeranno tutta la città, oltre che come già detto gli ambiti delle aree coinvolte dal progetto avviato.

Per tale ragione sollecitiamo le amministrazioni coinvolte, in particolare il Comune di Vicenza e l’ULSS 6, a considerare come assolutamente necessaria, la predisposizione di uno studio di massima che rifletta con tutta l’attenzione del caso sulle relazioni esistenti e sulle conseguenti possibilità di intervento progettuale tra il polo di San Bortolo e il contesto cittadino. Uno studio che non potrà non tenere conto di alcuni fattori importanti come:

1) la presenza di aree verdi di grandissimo pregio (Parco Querini e il futuro parco fluviale dell’Astichello);

2) la necessità di integrazione, anche urbanistica, del Complesso dell’ex Seminario con le diverse parti urbane;

3) la riorganizzazione della mobilità che grava su quella zona strettamente connessa con l’accessibilità da nord-ovest al centro storico, oggi caotica e fortemente degradata.

Per quanto riguarda invece il complesso dell’ex Ospedale San Felice siamo certi che l’alienazione dei beni elencati nella delibera di Giunta Regionale, e la loro prossima messa all’asta, unitamente alle previsioni del piano regolatore finalizzate a valorizzare aree limitrofe (aree ex Domenichelli e ex Corte Pellizzari) sono da considerare azioni che avranno effetti indelebili e sicuramente devastanti se non saranno studiate con tutta l’attenzione dovuta rispetto ad un’area di questa qualità e delicatezza urbanistica.

Le associazioni che rappresentiamo sono contrarie allo smembramento dell’area dell’ex Ospedale psichiatrico. Riteniamo che si debba fare di tutto, nell’interesse della città, per non frammentarla e banalizzarla affinché essa possa costituire la risorsa verde di scala urbana necessaria, in primo luogo, a migliorare quella porzione di città così pesantemente sacrificata, negli scorsi decenni, alle regole della trasformazione radicale e della speculazione immobiliare. Per questa ragione nei giorni scorsi abbiamo inoltrato alla Direzione generale per i Beni Architettonici e paesaggistici del Veneto l’istanza di attribuzione di un vincolo di tutela a tutta l’area (parco ed edifici) affinché sia riconosciuto un valore adeguato a tutte le sue componenti edilizie e paesaggistiche in modo da veder realizzato un progetto suggerito oramai più di otto anni fa per la realizzazione di un grande parco pubblico arricchito di strutture per usi ricreativi, sociali e culturali.

Per tutte le ragioni addotte crediamo che le previsioni di intervento prospettate nell’Accordo di programma meritino di essere illustrate alla cittadinanza affinché ne comprenda il peso e possa così contribuire, con i giusti modi e nei giusti tempi, alla progettazione definitiva. Siamo infatti convinti che tutti gli interventi previsti dovranno essere il risultato di una valutazione molto attenta e per tale ragione sottoposti ad una progettazione in grado di conciliare il soddisfacimento delle necessità funzionali con quelle della qualità e dell’estetica urbana così come dell’interesse sociale collettivo.

In ultima istanza auspichiamo vogliate considerare il nostro invito a dare subito voce alla comunità locale come espressione di un diverso modo di agire nell’interesse pubblico.

Attendiamo fiduciosi un vostro sollecito riscontro, ringraziandovi sin d’ora per la cortese disponibilità.

Molto cordialmente,

Per l’Associazione Civiltà del Verde
Romana Caoduro (Presidente)

Per Legambiente Sezione di Vicenza
Adriano Battagin (Presidente)

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