Tangenziale di Vicenza: comunicato stampa e dossier integrale

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Pubblichiamo qui sotto il comunicato stampa inviato oggi 8 febbraio 2014 alla stampa locale, con la posizione dell’Osservatorio, contraria alla costruzione della “bretella Biron”, o “tangenziale ovest” della città.
Con l’occasione ampliamo la sezione DOSSIER del blog, pubblicando una corposa sezione dedicata proprio alla tangenziale, con numerosi documenti e progetti che per la prima volta divengono di dominio pubblico grazie all’azione congiunta di comitati e associazioni. Il primo passo di una più vasta “operazione trasparenza” per il diritto a una vera informazione della cittadinanza sulle operazioni urbanistiche e viabilistiche che interessano il territorio.
AGGIORNAMENTI:
– sul Giornale di Vicenza dell’11 febbraio 2014 un articolo riprende il comunicato [leggilo in pdf]
– il 14 febbraio La Nuova Vicenza dedica un’analisi al dossier tangenziale [leggi qui]

COMUNICATO OUT Osservatorio Urbano Territoriale di Vicenza

8 febbraio 2014

Le associazioni e i cittadini riuniti in OUT_Osservatorio Urbano Territoriale di Vicenza sottoscrivono l’appello del Comitato Pomari relativo alla tangenziale in corso di realizzazione che cingerà la parte settentrionale della città da ovest a est.

In questi ultimi anni, in particolare in queste settimane, molto è stato detto sulla bretella alla Sp46 che collegherà viale del Sole, a Vicenza, con Costabissara, tuttavia noi non siamo affatto certi che questa strada sia un’opera davvero utile a risolvere i problemi di quanti la invocano da anni. Come cittadini e come appartenenti ad associazioni ambientaliste sentiamo il dovere di far sentire la nostra voce, sicuri che i danni provocati al territorio e al paesaggio saranno superiori ai benefici attesi.

Molti abitanti della zona di strada Pasubio lamentano, giustamente, i danni arrecati dall’inquinamento atmosferico e acustico derivanti dalla mole di traffico che attraversa costantemente il centro abitato. Nessuno di noi intende negare questa condizione grave per le persone e per l’ambiente nel suo insieme ma c’è da domandarsi perché, in questi anni, non sono state mai prese misure efficaci per allentare il traffico nella zona. Perché non sperimentare per un tempo sufficientemente lungo una deviazione forzata del traffico pesante dalla strada Pasubio all’autostrada A31 Valdastico, con opportuni accordi e ordinanze, evitando in questo modo l’attraversamento delle zone abitate e dunque anche di quelle che si affacciano lungo la strada Pasubio? Ricordiamo che la Valdastico Nord è ampiamente sottoutilizzata e questo costituisce, in termini di efficienza territoriale, un grave spreco. Perché non va prima completata via Aldo Moro

Vediamo in questa opzione una soluzione ancora valida al problema e ciò salverebbe il territorio della nostra città dall’ennesima perdita di patrimonio agricolo e culturale. E’ certo infatti che per costruire i 5,3 km della nuova bretella (primo stralcio dell’intera tangenziale) si perderanno definitivamente 500 mila metri quadrati di terreno fertile. Ben 50 ettari corrispondenti approssimativamente a 63 campi di calcio, in una delle ultime zone ancora pregevoli del nostro paesaggio agricolo e collinare, contesto figurativo di villa, con terreni particolarmente fertili e ricchi d’acqua, adagiati ai piedi di una zona collinare.

Anche il Piano Strategico Nazionale per lo Sviluppo Rurale 2007/13 e l’Osservatorio nazionale del paesaggio rurale (14/12/2012) sottolineano l’importanza dell’agricoltura nella preservazione del paesaggio rurale italiano e la necessità di interventi volti a garantire il valore del patrimonio rurale nazionale, nonché la conservazione, promozione e gestione dinamica dei sistemi di paesaggio rurale storico e culturale.

Ci troviamo di fronte ad un paradosso: difendere la salute dallo smog o difendere la terra dall’asfalto? Noi crediamo si possano fare entrambe le cose, forse il problema sta nella volontà politica degli attori in gioco, in primo luogo il Comune, che, dalle azioni messe in campo negli ultimi anni si è mostrato politicamente e tecnicamente incapace di porsi adeguatamente i due problemi optando acriticamente per la bretella senza pensare ad eventuali soluzione alternative.

Per avvalorare queste tesi basta analizzare i contenuti del Piano Interventi reso operativo all’inizio dello scorso anno: 652 mila metri cubi di cemento in più e 130 mila metri quadrati di Sau (superficie agricola utilizzata) in meno. Una più attenta riflessione sulla consistenza della perdita di suolo agricolo è indispensabile per poter valutare le conseguenze del danno territoriale già pesantemente in atto e che andrebbe ulteriormente aggravato con la realizzazione della tangenziale, a partire dal primo tratto di variante SP46. La cementificazione del suolo è irreversibile tanto quanto un tumore provocato dall’esposizione costante alle polvere sottili. Come si fa a pensare di risolvere un problema aggravandone un altro?

In realtà, a ben vedere, una ragione che motiva la realizzazione di questa strada c’è: i soldati della nuova base militare Usa avranno un nuovo collegamento stradale che li unirà direttamente all’innesto della tangenziale con la provinciale Sp46. Una rapida via di transito che in pochi minuti porterà uomini e mezzi militari dalla base al casello di Vicenza Ovest, evitando le code della viabilità urbana. Forse così si comprende a chi serve realmente la bretella, trattandosi di compensazioni per la costruzione della tristemente nota caserma Dal Molin-Del Din.

Un’ultima considerazione riguarda il traffico e la modalità di gestione del sistema trasporto nel nostro Paese, che interessa direttamente anche il nostro territorio. Visto che l’inquinamento sarà semplicemente spostato da un centro densamente abitato alla campagna (anch’essa abitata seppur in minore densità e soprattutto produttiva), non si può pensare di aver risolto il problema delle emissioni inquinanti. Anzi, con questa nuova bretella si va incontro ad aumenti considerevoli dei volumi di traffico in prossimità dei raccordi su Viale del Sole (all’altezza dei Pomari) e sulla Sp 46, questo in base ai primi dati riscontrabili negli studi ufficiali. Quindi, non si può pensare che continuando a costruire strade (senza contare quelle di previsione più matura come la Pedemontana o quelle in via di ultimazione come la Valdastico sud) si risolvano i problemi del traffico perché così si incentiva sempre di più il trasporto su gomma a scapito di quello su rotaia. Se vogliamo tornare a respirare aria pulita bisogna puntare sul trasporto su ferro. Costruire nuove strade non aiuta a mettere le basi per convertire il sistema di trasporto del Paese. Perché non si rende più efficiente l’utilizzo di quelle che già esistono o sono in fase di realizzazione? Guardando poi ad altri aspetti economici (oltre al danno al territorio agricolo e alla perdita del suo valore): quanto ci costeranno solo di manutenzione?

Per tutti questi motivi, ed altri più puntuali e specifici che illustreremo nelle osservazioni tecniche che ci apprestiamo a fare, esprimiamo la nostra netta contrarietà alla realizzazione della nuova bretella che non consideriamo strumento adatto a favorire forme di sviluppo sostenibile per il nostro territorio.

Ci auguriamo quantomeno di sollevare un dibattito sulle questioni che abbiamo posto obbligando i nostri amministratori locali a considerare la questione ancora aperta e soprattutto di preoccupazione di un numero importante di cittadini, interessato quanto i singoli abitanti delle zone coinvolte a scegliere per la soluzione ritenuta migliore.

OUT_OSSERVATORIO URBANO TERRITORIALE DI VICENZA
tavolo di discussione di Associazioni, Comitati e cittadini sulle tematiche urbanistiche

Giovanna Dalla Pozza presidente Italia Nostra (sezione di Vicenza)

Romana Caoduro presidente Civiltà del Verde

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